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Pochi anni,poca esperienza,poca vita trascorsa,tanta voglia di fare ed esprimersi,combattere e vivere,vivere davvero,vivere credendo in degli ideali,battersi per la verità,l'uguaglianza,la giustizia,la libertà.

Come inizio

4-05-08
Ecco finalmente il mio blog pubblico,la transposizione di me stessa in un nuovo spazio:quello virtuale.Forse lo trasformerò in futuro in un mio piccolo giornale,come mi ha consigliato un'amica.Vedremo,ora iniziamo.
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giovedì 7 agosto 2008

La meglio gioventù




Forse la vita non è quella che avremmo voluto, ma il meglio della nostra gioventù resta, indelebile e incisivo. Pubblico e privato si compenetrano con naturalezza in La meglio gioventù, la fonte poetica del titolo (Pasolini) si rigenera in un intrigante melodramma familiare (Fassbinder). L’originalità della sceneggiatura sta anche nel peso drammaturgico affidato alla psichiatria (titolo alternativo “la meglio psichiatria”?) che il film “osa” proporre come chiave di lettura di un passaggio generazionale tormentato come quello dagli anni ’60 a oggi: il bisogno di ordine che porta al nichilismo, l’accettazione dell'incompiutezza e della casualità come via all’armonia esistenziale.Si parte dal ’66 quando Nicola Carati (Luigi Lo Cascio), giovane studente di medicina supera brillantemente un esame e si accinge al mitico viaggio verso il nord, col fratello Matteo (Alessio Boni) e gli amici Carlo (Fabrizio Giufini) e Berto. Ma la comitiva si sfalda prima ancora della partenza. Matteo e Nicola decidono di prendersi cura di Giorgia (Jasmine Trinca), una giovane dalla psiche disturbata, che Matteo ha conosciuto facendo volontariato in ospedale: quando questi scopre la brutalità dell’elettrochoc, la rapisce, ma il peregrinare con lei dei due fratelli non porta a nulla. Giorgia viene “ripresa” dalle istituzioni; Matteo, non più in animo di viaggiare, si arruola in polizia mentre Nicola, partito alfine da solo, arriva in Svezia, trova lavoro in una falegnameria, scopre l’esperienza di un vivere diverso, libero e alternativo. Quando però, alla televisione, vede le immagini dell’Arno che sommerge Firenze, torna subito in Italia…
È la struttura di La meglio gioventù: il pubblico che s’insinua nel privato, la vicenda personale che si evolve sugli stimoli dell’attualità civile. All’alluvione del ’67 fanno seguito altri eventi salienti: la rivolta studentesca, i lutti del terrorismo, la riforma manicomiale di Basaglia, la strage di Capaci, lo scandalo di tangentopoli. E i sussulti del presente si riflettono sincreticamente nella vita di Nicola e Matteo e dei loro parenti e amici; si rivelano in situazioni, relazioni, drammi che Giordana sa rendere cinema compiuto e coinvolgente.Interpretazioni di memorabile, commossa verosimiglianza… Tra gli Animals (The House Of The Rising Sun) e Astor Piazzola (Oblivion), tra la sotterranea umanità torinese e la caotica familiarità della capitale, nel corso di circa quarant’anni, regia e sceneggiatura (Rulli e Petraglia) saturano, in una profonda emozione schermica, gioie e tragedie di uno stuolo di personaggi indimenticabili, calibratissimi intrecci tra la “piccola” e la “grande” storia: se nel fango di Firenze Nicola conosce la sua Giulia (Sonia Bergamasco), algida pianista, l’insana utopia della lotta armata la strappa inesorabilmente al suo affetto e a quello della figlioletta Sara; la carriera in magistratura della sorella Giovanna (Lidia Vitale) rende testimonianza della violenza mafiosa (omicidio Borsellino), l’alta carica in Banca d'Italia raggiunta da Carlo (nel frattempo sposato alla sorella minore Francesca - Valentina Carnelutti) lo mette nel mirino delle BR, Vitale (Claudio Gioè), l’amico proletario, subisce il licenziamento FIAT, ma sa rifarsi una posizione con una sua impresa di costruzioni; Nicola, psichiatra affermato, ritrova Giorgia segregata, maltrattata, in una delle infami strutture pseudomediche della capitale.
Intanto papà Carati (Andrea Tidona) è morto di tumore e mamma Adriana (Adriana Asti), professoressa impeccabile, tende a vivere in solitudine lo strazio dei suoi lutti. Sì, perché il fulcro, lacerante, di La meglio gioventù sta nel personaggio di Matteo che, dopo aver vissuto con sofferto rigore gli anni della rivolta giovanile (dalla parte delle forze dell’ordine), è sembrato approdare alla felicità nell’incontro con Mirella (Maya Sansa) bibliotecaria-fotografa. Ma per la sua personalità tormentata non c’è pace: la scena del suicidio è di incombente laconicità (quelle scarpe lasciate sul terrazzo), la sequenza del funerale, con quel groviglio di ombrelli scuri che “si apre” per lasciar passare la bara lucente, è un vero gioiello.
A tessere la trama di tutte le vicende resta comunque, sempre, la figura esemplare di Nicola: lo studente universitario intraprendente e aperto di vedute, il marito innamorato che, per salvarle la vita, consegna la moglie brigatista alla polizia, il padre premuroso che vive solo con la figlia, lo psichiatra basagliano amorevole coi pazienti ma incapace di percepire l’angoscia profonda del fratello, il figlio che non trascura la vecchiaia solinga della madre distrutta dal dolore, l’uomo dolce e fiducioso ("tutto quel che esiste è bello") che riceve “in eredità” una donna che lo farà alfine felice, il cittadino che sa ancora scandalizzarsi di fronte alle ipocrisie e alle crudeltà di una società pigra e autoassolutoria, che pratica sempre più il cinismo e meno la solidarietà. La storia di Nicola (e de La meglio gioventù) è racchiusa tra due dialoghi di emblematica efficacia: in apertura, durante l’esame all’università, il professore lo ammonisce “lasci questo paese... è un paese bello e inutile, da distruggere: tutto rimane uguale e immobile, in mano ai dinosauri”; nell’ultima parte quando, come psichiatra, si reca in carcere per assistere un arrestato di mani pulite questi sentenzia “è l'Italia che hanno fatto i nostri padri, mi creda” e Nicola ribatte “no, mio padre no, mi creda anche lei...”.

venerdì 4 luglio 2008

Alcune piccole considerazioni sul nostro premier


Abbiamo votato Silvio Berlusconi come nostro leader.Certamente è un uomo capace,furbo,sa muoversi in politica,ma questo non fa di lui un uomo nel vero senso della parola.è una sottospecie di uomo,un surrogato di uomo.Come quei caffè in polvere senza nessun sapore che vendono nei grandi magazzini.Io non sono schierata da nessuna parte politica,sono del tutto imparziale e giudico ciò che vedo:abbiamo eletto un cialtrone che si aggiusta i fatti suoi,forse fa pure qualche legge giusta,non critico tutto,ma egli essenzialmente rappresta il lato peggiore dell'Italia:L'Italia che mangia,beve e truffa.S.Berlusconi è un attore,bravissimo,che ci ha fregato tutti,ha fatto le alleanze giuste,è stato lungimirante ed è tornato a sedersi sul suo trono per essere potente.In fondo è questo che lui vuole:essere il padrone e se ne frega dell'Italia e dei suoi problemi.
Consideriamo sua moglie:non la voglio eleggere vittima,ma Veronica Lario è una povera donna.Vivrà pure in una villa,avrà mille vestiti,frequenterà l'alta società,sarà felice cn i suoi figli,ma deve fare perennemente buon viso a cattivo gioco.Deve fingere anche lei e dunque abbiamo due attori,uno meglio dell'altro.In Italia per trovare la verità bisogna scavare dei tunnel profondissimi.
Altro punto,i nuovi ministri donne:dovrei essere felice io,una ragazza,che così tante donne ci rappresentano in Parlamento.Sarei felice se ci fossero arrivate cn le proprie gambe,come avviene in altri paesi dell'Europa e del mondo,e non passando per il letto di Berlusconi.Non so che ministro può essere una donna che prima faceva la valletta.è successo uno scandalo con Sarkozy che pubblicamente lascia la moglie e si risposa con la nostra Carla Bruni,Berlusconi nn dà scandali,ma si diverte comunque,è prudente:non sposa nessuno e ottiene lo stesso tutto.
In fondo,ci piace Berlusconi come premier?Forse non tanto e dobbiamo tenercelo lo stesso.La verità e che Berlusconi ci ha stufato,ma l'abbiamo votato perchè era il male minore e il più convincente,cadendo di nuovo però nella sua trappola.
Come mi piace ripetere:c'è bisogno d'aria nuova!